Il Palio delle Contrade di Buti nasce ufficialmente nel 1961 ma, per scoprire le sue origine dobbiamo andare a ritroso nel tempo. Infatti  attraverso i documenti storici si hanno notizie di questa festa già dal 1600, quando sul sagrato della chiesa principale nel giorno di San Antonio Abateprotettore degli animali dopo la Messa (che poi in futuro prenderà il nome di “Messa dei Cavallai”) venivano benedetti gli animali domestici in particolare i cavalli dei cittadini a quel tempo unico mezzo di locomozione e per questo erano particolarmente amati e necessari.

Nel 1805 ci sono altri documenti scritti che provano l’esistenza di questa festa durante la quale oltre la benedizione degli animali, i proprietari di cavalli si ritrovavano nelle osterie del paese a fare colazione a base di trippa, piatto tipico del paese, (questa usanza si è tramandata fino ai giorni nostri e anche oggi i Butesi per il Palio fanno colazione a base di trippa e vino) e finita la colazione si sfidavano in galoppate per dimostrare che il proprio animale era più veloce. Si hanno anche documenti dei vincitori delle corse, in seguito per i primi classificati furono dati dei premi.

E infine ci sono anche dei verbali del 1898 che testimoniano già l’esistenza del Seggio di San Antonio Abate  (un consiglio di persone che si occupa dell’aspetto organizzativo della festa compresa la parte agonistica dell’evento, in questo consiglio ci sono anche due membri di diritto, il sacerdote e il Sindaco del paese), in quel periodo si stabilì inoltre che il 17 Gennaio, giorno della festa del santo, erano benedette tutte le stalle del paese, tradizione che è andata avanti fino alla fine degli anni ’70 del ‘900, la chiesa principale veniva addobbata e si iniziò a vendere i panini di San Antonio, i cui ingredienti sono farina, uova, zucchero, seme di anice e lievito, questi panini venivano benedetti dal Sacerdote del paese e venivano acquistati dai paesani che li mangiavano e venivano dati anche agli animali come segno di benedizione. La tradizione dei panini è presente tutt’ora.

Cavalli e “cavallai” accorrevano a Buti da più parti della Regione; si ricordano sfide epiche tra cavallai Butesi e “forestieri”e molte furono le interruzioni al regolare svolgimento della corsa per causa delle due guerre mondiali. Il Palio corso dai “cavallai” proseguì fino al 1960.

Il Palio moderno invece è nato nel 1961, anno in cui il paese fu diviso in sei contrade che furono create alla fine del 1960 per dare maggiore vitalità alla festa e alle corse dei cavalli, ognuna delle quali faceva capo ad una propria Chiesa che si trovava all’interno del paese e furono assegnati i colori che facevano riferimento alle scuderie di rilievo internazionale e precisamente:

 

Pievania: azzurro crociato di bianco

San Rocco: bianco-rosso

San Nicolao: bianco-nero

Case Popolari: rosso-nero (in seguito la contrada si chiamerà “La Croce”)

San Francesco: giallo-nero

Ascensione: verde-nero

Dopo qualche anno fecero richiesta di essere inserite anche altre tre contrade:

Santo Stefano: bianco,rosso e nero (dal 1963 al 1981, squalificato a causa di una polemica)

San Antonio: amaranto: (dal 1980 al 1981, squalificato a causa di una polemica)

San Michele: verde crociato di rosso (dal 1980)

 

Inizialmente i cavalli e i fantini vennero procurati dal Seggio, ma in seguito furono scelti dalle contrade (questo avviene tuttora: le contrade iniziano a cercare l’accoppiata giusta già ad inizio estate dell’anno prima, andando a vedere gli altri Palii e le corse agli ippodromi cercando di ingaggiare cavalli velocisti sui 1000 metri circa), inoltre nel Palio moderno la partenza è gestita con il classico canape e dal mossiere che quando vede che i cavalli sono in posizione dritta dà il via, non  si corre a pelo ma a sella (a parte un’eccezione nel 1991 che si corse a pelo), il percorso si presenta irregolare con tre curve di cui una molto impegnativa e per il totale di 750 metri circa, la corsa si svolge in quattro batterie (la domenica prima del Palio le contrade vengo estratte per essere collocate nelle tre batterie), tre contrade nella prima batteria, tre contrade nella seconda batteria e l’ultima estratta va nella terza batteria ovvero quella dei recuperi, insieme alle altre due contrade arrivate seconde rispettivamente nella prima e seconda batteria, le contrade che nella prima e nelle seconda batteria  si piazzano al terzo posto sono direttamente eliminate, nei recuperi invece vengono eliminate le contrade che si piazzano al secondo e al terzo posto, mentre la finale si svolge con le tre contrade arrivate al primo posto nelle altre tre batterie, vince la contrada che arriva prima nella batteria finale. Il Palio di Buti è in continua crescita e, lo stare all’interno degli staff delle contrade sta diventando quasi come un secondo lavoro, ma viene portato sempre avanti con grande voglia ed entusiasmo dai contradaioli che riescono a trasformare il lavoro di contrada in un passatempo. 

 

 

Filmato della  corsa della vittoria 1996:

 

 

Palio di Buti- Corse 1996